Una cerimonia toccante per semplicità, compostezza e naturalezza dedicata a Mariangelo Zappitelli, a due anni dalla scomparsa, si è svolta martedì 12 maggio 2026 nei locali di Checco dello Scapicollo, a Roma.
A due passi dalla Cecchignola e della sede del IX Municipio di Roma Capitale, sulla via Laurentina, si sono ritrovati, su invito della famiglia Zappitelli e dei fratelli Francesco e Tiziano Testa, responsabili dei locali immersi nel verde del grande parco attiguo, parenti e amici, colleghi artisti, galleristi e collezionisti di questo artista di origine molisana, a Roma da molti anni dove ha tenuto importanti mostre.
La cerimonia è stata l'occasione per presentare 20 dipinti degli ultimi anni della produzione artistica del Maestro, selezionati e collocati nello spazio espositivo da Pino Purificato, importante promotore culturale, gallerista e critico d'arte, che ha tracciato un breve profilo dell'artista. Purificato, che ha seguito il percorso di Zappitelli da molti anni, ha sottolineato con forza la coerenza tra l'uomo e l'artista, anche quando la grande curiosità di conoscere cose nuove lo portava a sperimentare nuove forme oscillanti tra l'originario surrealismo e tardo futurismo incardinato nella salvaguardia della figurazione. Lo sconfinamento nell'oreficeria lp ha portato alla cura dei particolari che si ritrovano segnatamente nelle nature morte, senza mai abbandonare la pittura. La frequentazione di Arnando Pomodoro ha rafforzato questa ispirazione per il dettaglio che Zappitelli esercitava anche nella cura dello studio e dell'abitazione, vissuti come proiezione e prolungamento della concezione estetica dell'esistenza: la bellezza si conquista e si mostra, come una grammatica pedagogica.
Da non dimenticare la grafologia che lo aiutava ad aprire una finestra sulla realtà e sul pensiero, schemi utili per collaborare con la Magistratura.
Leggendo attentamente i dipinti esposti si ha la sensazione di avere colmato un vuoto, di avere acquisito qualcosa che era sfuggita alla formazione dell'osservatore. In definitiva, si può affermare che Zappitelli ha creato con umiltà e tenacia una pittura poetica che continua a suscitare entusiasmo e gioia. Che la possibile superabile conoscenza dei suoi disegni potrà arricchire e rafforzare. Sia Giorgio di Genova che Alessanfro Masi e Vincenzo Perna sostengono essere la vera base dell'arte del Maestro, sia per la freschezza del segno sia per la sua essenzialità. Ancora una volta torna alla mente la scuola di Emilio Greco, il grande artista e docente all'Accademia di Belle Arti di Napoli che Zappitelli ha frequentato negli anni Cinquanta.
A me pare che attraverso la conoscenza più approfondita del maestro si può venire arricchendo e completando il mondo dell'arte tra Napoli, Caserta, Cassino e Roma. Nello stesso tempo ritorna opportuno riprendere lo studio su figure fondamentali dell'arte del secondo Novecento, come Domenico Purificato, Ferruccio Ulivi, Marcello Venturoli e altri.
Agostino Bagnato
Roma, 14 maggio 2026