Quasi un secolo di vita racchiuso in 120 pagine, dense di significato e di futuro, nell’ultimo libro di Angiolo Marroni. Una lettura agevole e ricca di insegnamenti. Come sempre, una lezione di vita.

Angiolo Marroni, intervista di Agostino Bagnato


L'ultima fatica letteraria di Angiolo Marroni, Di amicizia di sesso e di chiesa, è un libro di circa 120 pagine, edito recentemente da Mincione edizioni. La copertina riproduce la foto di una scultura di Stefania Fienili, dal titolo Umanamente disumani. Un libro non facilmente catalogabile, a causa della sua complessità. "Non è un saggio, è una sintesi che deriva da esperienze di vita, da studi e da conoscenze esistenziali e letterarie". Questo è l'incipit, bruciante nella sua immediatezza.. Non è dunque un'autobiografia, cone potrebbe suggerire il titolo. Ma c'è la vita di quasi un secolo. Vita densa, vissuta intensamente, tra esperienze di differente natura che Angiolo Marroni, abituato alla sintesi,  alla chiarezzza e alla precisione terminologica, condensa in tre grandi galassie: amicizia, sesso, Chiesa.

Proviamo a parlarne con l'autore, impegnato in questa caldissima stagione, a presentazioni in molte località.

A cominciare da quelle dove tutti lo conoscono perché sedi del suo magistero professionale, politico, amministrativo e culturare  e dove il suo passaggio raduna amici e conoscenti, felici di complimentarsi per questa essesima prova di vitalità ed attaccamento alla vita.



Angiolo Marroni


- Angiolo, innanzi tutto vorrei congratularmi a nome della rivista "l'albatros", con cui collabori dall sua fondazione oltre 25 anni fa, per questa tua ulteriore prova letteraria. Da dove nasce questa urgenza di trarre un bilancio della tua esistenza, in maniera vosì originale?
• In realtà il libro non ha voluto essere il bilancio della mia esistenza.
Esso è nato leggendo la vita di Bertrand Russell e pensando quanta amicizia c’è stata nel mondo e quanta ne è stata violentata ed il mio ottimismo mi ha spinto a rilanciare, a comunicare un atto ottimista di fiducia nel futuro.

- La complessità degli argomenti che tratti si accompagna ad un linguaggio piano, scorrevole, preciso, mai banale o sopra le righe. Il libro scorre veloce, ma ogni parola s'imprime nella mente divenendo memoria e quindi insegnamento. Intreccio tra esperienze, sentimenti, attese, aspirazioni e realtà che si fa eredità, che si proietta al futuro, divenendo lezione. Un libro pedagogico, dunque. Si può parlare di autobiografia come pedagogia, anche in questo caso?
• Nessun atto pedagogico, semmai una somma di pensieri che nascono dalla conoscenza della storia dell’umanità, dei suoi meriti e dei suoi delitti e ingiustizie, per affermare sempre un pensiero laico, tollerante, ma sempre severamente critico verso le ingiustizie, le discriminazioni.

- Leggendo le tue pagine, la memoria letteraria staglia lo Zibaldone di Giacomo Leooardi come una gigantesca ombra che sovrasta il tutto. Ivi si attinge come ad una sorgente inesauribile, a sapere e volere calarsi nelle circa 3500 pagine del manoscritto. Lo stesso, facendo le debite differenze, si può dire dei due principali temi trattati dal tuo libro, Sesso e Chiesa. Ogni paragrafo è un libro a sè, pieno di rimandi e di riferimenti costanti. Una delizia per il lettore curioso, non prevenuto, non chiuso nella sua visione legittima delle cose. Perché hai scelto questa strada?
• Nel libro c’è un filo logico, un seguito temporale, certo ancorato alla mia vita, ma in fondo racconto una storia umana che arriva ai nostri giorni con le sue grandezze, la sua continua evoluzione, le sue turpitudini, la sua crudeltà.


L'incontro con Paolo VI

- Tu inizi il libro parlando di amicizia che aiuta la sopravvivenza. E concludi con un episodio della vita di Bertrand Russel, privato dalla caccia al comunista negli Stati Uniti dell'insegnamento universitario e quindi costretto alla miseria. Lo ha sostenuto un ricco mecenate di Filadelfia che gli ha consentito, come tu racconti, sulla base dei ricordi di Rupert Crawshay Williams di portare a termine la Storia della filosofia occidentale, studio di grande rilevanza nel campo del pensiero filosofico. Una scelta, la tua, davvero encomiabile perché chiude il cerchio di come vivere un sentimento vitale, quale appunto l'amicizia, dando carattere circolare a tutta la narrazione.
• Ho detto all’inizio parlando dell’amicizia, di tanti che ne hanno parlato nella storia ma purtroppo ho trascurato Vladimir Maiakovskij che nella poesia “Il Partito” scritta nel 1913, dice “…la sciagura è sull’uomo solitario, la sciagura è nell’uomo quando è solo. L’uomo solo non è un invincibile guerriero…”.

- Il vasto capitolo dedicato al sesso è un vero trattato sui molteplici aspetti dell'amore. Il richiamo alla concezione greca dell'eros, 'ενός inteso come forza vitale, rigenerazione, rinascita e poi passione travolgente, quindi carnalità e piacere. Ma tu affronti gli aspetti dell'amore come sentimento interpersonale, agape in greco, αγάπη, fino agli aspetti contemporanei derivati dal lungo processo evolutivo del costume, della religione, della legislazione sulle libertà individuali e della responsabilità. Lo fai con competenza sorprendente, da persona vissuta. È la parte più importante di questo tuo lavoro letterario. Perché attribuisci un peso così rilevante al sesso, nelle sue infinite espressioni e sfumature, nella storia dell'uomo e della civiltà?
• Il sesso è la vita. Tutti nasciamo da atti amorosi, erotici, sessuali dei nostri genitori. Esso coinvolge in tanti modi e concezioni la vita delle popolazioni del mondo. Io ne ho voluto parlare dal punto di vista del cristianesimo e soprattutto di quello cattolico con tutto quello che ha condizionato e condiziona la nostra vita di ogni giorno nel bene e nel male.


Angiolo Marroni incontra Yasser Arafat a Gaza, 1983

- Dalla lettura del libro traspare una tua profonda conoscenza della storia del Cristianesimo e del cattolicesimo in particolare. Nessuno lo avrebbe immaginato. Ma c'è di più, perché questo interesse per la la Chiesa s'intreccia con le vicende storiche dell'Italia e dell'Europa. Tu analizzi il ruolo della Chiesa quasi dall'interno della curia. Esemplari le pagine dedicate a Papa Francesco e anche il profilo che tracci di Leone XIV.
Come matura questo tuo interesse per il pensiero religioso? Quanto c'entrano gli  studi di filosofia e la lunga esperienza politica?
• Io sono non credente, non credo in Dio, come scrisse Russel e come tu dici, e tuttavia mi ha sempre affascinato il perché milioni e milioni di persone si rivolgono ad una religione, più di tutte a quella cattolica. Nel libro tento di dare una risposta, una mia risposta alla diffusione della religione cattolica, penso che essa faccia vivere nell’uomo una speranza, per altro illusoria, ma tuttavia una speranza ed una solidarietà, una comprensione umana verso i più deboli, i soli, che altre religioni praticano meno.

- Max Weber ha tracciato in un memorabile saggio il ruolo che il protestantesimo ha avuto sulla formazione del capitalismo. Die protestantische Ethik und der Geist des Kapitalismus  del 1905, ovvero L'Etica protestante e lo spirito del capitalismo, assegna al lavoro e all'impegno professionale la crescita della persona e quindi la base del capitalismo. Tu sostieni che tra cattolicesimo e riforma luterana scegli, da ateo, la dottrina di Roma. Su quali esperienze maturi questo tuo convincimento? Immagino che per molti lettori questa tua affermazione possa costituire una sorpresa.
• Certo il Concordato del 1929 voluto dal fascismo ha sottomesso l’Italia alla chiesa, l’ha compromessa pesantemente umiliandola, sottoponendola a gravi condizionamenti e subalternità che purtroppo intervengono anche oggi nella vita di ogni giorno.


Angiolo Marroni con Cosimo Rega, Nemi 2020

- Un'ultima domanda. La durata della vita si allunga sempre di più, in virtù di tanti cambiamenti positivi nella società. Ciò ha portato molti intellettuali, uomini di cultura e gli stessi artisti a proseguire l'impegno creativo anche nell'età più matura. Con risultati quasi sempre eccellenti. Come consideri questa felice condizione per l'uomo contemporaneo? E i giovani come guardano a questa realtà, di fronte alle attuali gravi tensioni internazionali e alle minacce di guerra? Rappresenta un esempio virtuoso o un ostacolo per la loro crescita professionale e civile?
• Io ho fiducia nei giovani. Molti comportamenti di noi adulti contribuiscono ad allontanarli dalla politica tradizionale. Ma tante cause di libertà, di tolleranza e di solidarietà, di giustizia sociale vedo che contribuiscono a mobilitarli in massa. Credo che dobbiamo saper parlare loro in modo nuovo, in modo contemporaneo se vogliamo riportarli all’impegno organizzato.

- Per finire, quale sarà il prossimo regalo per i tuoi lettori e soprattutto per i tuoi amici che ti vogliono bene e ti sostengono sempre?
• Sono attratto da tempo dal mondo ebraico e dal processo che lo ha condotto dalla tragedia nazista dell’olocausto per giungere alla ferocia genocidaria dell’attuale stato di Israele diretto da un’estrema destra razzista e reazionaria. Ne stanno parlando ora finalmente intellettuali anche ebrei, forse mi aggiungerò ad essi.

           Angiolo Marroni

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