Il 12  febbraio 2023 è stato presentato a Roma il libro PER UNA STORIA DELLA COOPERAZIONE NEL LAZIO, di Pino Bongiorno, pubblicato dalla casa editrice “l’albatros”. Si è trattato di un appuntamento importante, al quale hanno partecipato studiosi del movimento cooperativo, dirigenti politici, amministratori pubblici, cooperatori, giornalisti.



L’incontro si è svolto presso il centro BIBLIOPOINT in via dei Sardi, 35, nel popolare quartiere di San Lorenzo, la cui storia è legata alla crescita della stessa cooperazione per impulso dei ferrovieri romani.

Pino Nazio, giornalista da sempre impegnato sulle tematiche socio-politiche e culturali, oltre che sulle vicende di cronaca più rilevanti del Paese, ha presieduto e coordinato il dibattito con la competenza e l’attenzione di sempre. Ha esordito sottolineando il valore della ricerca storica di Pino Bongiorno nel contesto degli studi sulla storia socio-economica di Roma, sottolineando che la strada percorsa dall’autore è frutto di lunga esperienza nella ricerca delle fonti e della documentazione  e dei riscontri bibliografici.

Roberto Diana, presidente della cooperativa socio-culturale OLTRE, che ha ospitato l’incontro, ha posto in evidenza il senso dell’apertura della libreria Bibliopoint alla ricerca socio-economica, il cui significato politico rappresenta un valore aggiuntivo nella formazione e nei progetti di lavoro della stessa cooperativa.  

Maria Rosaria Senofonte, direttrice del sistema bibliotecario di Roma capitale, ha illustrato il progetto in atto di portare nelle biblioteche della città la sua storia recente, svolgendo un’operazione educativa ed informativa continua. La realtà letta e vissuta come fattore educativo, per non disperdere le esperienze formative del sistema scolastico. L’esempio di aggregazione della cooperazione è un tessuto molto importante su cui fare leva per la formazione.

Agostino Bagnato, giornalista, direttore della rivista e della casa editrice “l’albatros”, ha  messo in evidenza i ritardi degli studi storici sulla cooperazione in Italia ed altri paesi europei, appannando i valori di fondo della comunità socio-economica e dello stesso contributo alla formazione e alla crescita della responsabilità individuale e collettiva.   Ha auspicato che l’attenzione e l’interesse che ha suscitato il lavoro di Pino Bongiorno possano stimolare la prosecuzione della ricerca sul ruolo della cooperazione nella storia del Paese e dei suoi territori, oltre che a portare nuovi valori economici e contenuti democratici nella società nazionale ed europea, offrendo una nuova dimensione al lavoro in comune e alla organizzazione del tempo libero basata sulla responsabilità e la partecipazione.

Erica Battaglia, presidente della Commissione Cultura di Roma Capitale, ha posto al centro del suo appassionato intervento il ruolo della cooperazione sociale nella città di Roma negli ultimi decenni, grazie al quale si è potuto dare risposte al disagio di migliaia di persone in difficoltà, contribuendo a rendere attive le misure del welfare, nonostante tante difficoltà e anche incomprensioni e sottovalutazioni dello stesso mondo della cooperazione. Nel quadro più ampio della presenza cooperativa in campo sociale ha messo in evidenza il ruolo delle donne, il cui contributo è stato molto pregnante nel tempo,

Matteo Amati, storico dirigente della cooperazione socio-sanitaria e agricola, ha ripercorso brevemente la storia di alcune realtà divenute nel tempo solide strutture imprenditoriali, senza perdere l’identità cooperativa originaria, presupposto indispensabile per andare avanti nei prossimi anni. Egli ha sottolineato come l’orgoglio di appartenenza sia moto importante per superare  difficoltà e ostacoli; in questo senso, la cooperazione romana e laziale non è da meno di altre realtà nazionali.

Roberto Morassut, scrittore, parlamentare nazionale del Partito democratico, profondo conoscitore della storia e della realtà romana, ha sottolineato l’importanza del libro che non racconta solo la storia del movimento cooperativo del Lazio,  ma è un pezzo di storia di questo territorio, di persone che grazie alla cooperazione si sono riscattate. Il libro andrebbe inserito in un corso di studi universitario per offrire valore ai giovani  che oggi sono sopraffatti dalle tragedie presenti nel mondo e rischiano di non avere più una visione del futuro.

Pino Bongiorno, autore del prezioso e lodato volume, ha concluso l’incontro, cominciando con il ringraziare  tutti gli oratori e il pubblico interrvenuto. Da decenni impegnato in studi e ricerche sul piano economico e sociale riferite a differenti territori, con crescente attenzione alla cooperazione, nel suo intervento ha sostenuto che nello scrivere questo libro si è posto due obiettivi.

In primo luogo dimostrare che la cooperazione nel Lazio ha una sua storia. ben definita. Dalla storiografia ufficiale, infatti, sembrerebbe che questo movimento interessasse solo alcune regioni del Nord. Esistono invece cooperative, fatti ed eventi di questa regione, che hanno un importante rilievo nazionale.

In secondo luogo rappresentare come le cooperative hanno avuto un ruolo importante nello sviluppo di questo territorio. Grazie al movimento cooperativo, infatti, si è potuto dare casa a gran parte dei cittadini romani; con le occupazioni delle terre si è dato lavoro a grandi masse contadine altrimenti votate alla miseria e alla disoccupazione; negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, si è dato lavoro a migliaia di giovani in cooperative agricole, culturali e sociali. In alcune aree come i Castelli romani le cooperative hanno dato un contributo  allo sviluppo economico democratico di quei territori che nessuno può mettere in discussione.

L’obiettivo è proseguire la ricerca storiografica e completare la rappresentazione dei fatti e degli avvenimenti fino ai nostri giorni, in quanto il volume appena pubblicato giunge fino al termine degli anni Ottanta. Le trasformazioni che si sono manifestate nella società nazionale e nello stesso Lazio meritano uno studio e una analisi a sé stante.

Il numeroso pubblico presente ha molto apprezzato l’iniziativa, cogliendone il valore culturale e pedagogico, oltre che informativo e si è stretto all’autore ed ai relatori per testimoniare la esigenza che la storia della cooperazione non resti un libro da leggere, ma un nuovo campo d’iniziativa socio-economica e culturale, al quale la politica deve aggiungere la collocazione nel progetto dell’Italia e dell’Europa future.

Il Comitato di Redazione

Roma, 13 febbraio 2024


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