Ciao Agostino,
non sono un esperto costituzionalista, né un politico impegnato nella pletora dei partiti politici italiani; sono solo un cittadino di questo “Bel Paese”, nato nel marzo del 1933, che ha così vissuto, da ragazzo, la 2ª Guerra Mondiale; che in Umbria, nel 1944, ha dovuto fare l’esperienza delle bombe lanciate a grappolo sopra le civili abitazioni di un paese, quale Umbertide; che ha vissuto, sulle alture umbre, molti aspetti della guerra partigiana per liberare l’Italia dalla dittatura fascista; che ha potuto anche godere dell’entusiasmo della Liberazione, nonché di quello dell’edificazione di uno stato democratico e liberale, con una Costituzione basata sul principio fondamentale dell’equilibrio dei poteri tra diverse “gambe” dello stato stesso. Trampolino di lancio per la ricostruzione del nostro Paese.
Da adulto, poi, ho vissuto gli anni della ripresa economica, dello sviluppo sociale, con le grandi riforme nel campo del lavoro, dell’istruzione, dell’economia. Ho vissuto, anche, gli anni drammatici delle lotta alle varie forme di violenza cieca che hanno insanguinato il nostro Paese; gli attentati barbari alla Banca dell’Agricoltura a Milano; al treno Italicus; alla stazione di Bologna; e poi le varie forme di violenza perpetrate dalle cosidette “Brigate Rosse”, con l’uccisione dell’on. Moro, e poi le tante “mafie” che hanno sistematicamente violentato le nostre istituzioni democratiche.
È mia convinzione che, se il nostro Paese ne è uscito fuori per un nuovo slancio di crescita economica e sociale, attraverso lo sviluppo dell’Unione Europea, e le tante altre forme di collaborazione internazionale, è perche il nostro Stato ha retto bene, malgrado tutto, grazie alla solidità delle sue istituzioni, tutte. Tra queste, ovviamente, anche la Magistratura, che ha pagato con la vita di tanti magistrati la difesa della libertà e delle istituzioni democratiche.
Ho dovuto assitere, qualche tempo fa, in questo periodo di insensato attacco del nostro Governo “a gamba tesa” contro la Magistratura, alla seguente affermazione da parte dell’Avv. Taormina, “rispolverato” per l’occasione: “quando noi cittadini sbagliamo, paghiamo; quando sbaglia un magistrato, non paga mai!”.
Mi rivolgo allora all’on. Meloni, Presidente del Consiglio, che non manca occasione per gettare fango sulla Magistratura; nonché all’Avv. Taormina. Aprite bene le orecchie!: “I Magistrati hanno pagato con la vita, non i loro errori, ma l’aver fatto semplicemente il loro dovere”. Difendiamo la nostra Costituzione, nonché l’autonomia della Magistratura e diamo un bel calcio a questo risorgente fascismo nel nostro Paese! Troppo sangue è già stato versato, per rendersi conto del grande errore commesso con il famigerato “Ventennio”.
Attenzione! Stiamo scherzando con il fuoco; ma il prossimo “Referendum” è la grande occasione per dire: NO!
Mario Mioni
Dirigente d'Azienda, studioso delle religioni