In viaggio
di Marco Varriale

Ikaria, aspra e splendida isola greca nel Dodecaneso orientale, a due passi dalla Turchia. Nella zona Nord, nella parte orientale dell'abitato di Fanari, una strada sterrata sale stretta e tortuosa costeggiando il mare. Si giunge dopo circa 30 minuti di cammino alla Torre Drakana. La strada si può percorrere abbastanza agevolmente anche in auto. Secondo studi recenti, la costruzione della Torre viene fatta risalire all'epoca alessandrina, mentre la sua riparazione risale al regno di Demetrio il Conquistatore, dal III al IV secolo a.C. Un sito archeologico molto interessante. Sferzato dai venti, si staglia immobile di fronte un magnifico mare.


Torre Drakana

100 metri più in basso si può anche incontrare la minuscola chiesa ortodossa di Agios Georgios, circondata da bassi alberelli e cespugli.


la Chiesetta di Agios Georgios

Nelle vicinanze della Torre lungo il trail che va dalla torre alla spiaggia di Iaro, si diparte un sentiero che, tra cespugli di lavanda e arbusti tipici della macchia mediterranea, porta alla Grotta di Dioniso. Un cartello sbiadito dal tempo ne indica l'ingresso.


Schizzo di un lato della spiaggia di Iaro (all'estremo nord dell'Isola di Ikaria)


macchia mediterranea

Il dio greco della vita sfrenata e goduriosa non immaginava certo che aerei avrebbero sfrecciato a poche centinaia di metri da lì (il piccolo aeroporto dell'isola si trova proprio in questa località). I due voli giornalieri sovrastano per qualche minuto il continuo canto delle cicale, che come musica di sottofondo riempie il silenzio del tempo che scorre. 
La Grotta di Dioniso non è molto impressionante, priva com'è di reali segni visibili dell'antichità classica, ma  affascina per la sua leggenda. Qui il mitico Dio si incontrava e si intratteneva con le Menadi e i Satiri.
Man mano che ci addentra il silenzio si impone alle cicale, e il vento, una presenza quasi costante nell'isola, fa sentire il suo sibilo. Il sottofondo del mare simula un "bordone" tipico del canto bizantino.
Qui si rimane incantati dai volteggi acrobatici delle rondini. Prima ne compare una coppia, poi ancora altri due spledidi esemplari. Questi delicati uccelli si tuffano dall'alto del cielo verso i cespugli che germogliano davanti alla grotta sfiorando pericolosamente le pareti dell'antro per poi virare a pochi centimetri dalla roccia e risalire vertiginosamente verso l'alto compiendo un ovale nel cielo terso. Si rimane quasi ipnotizzati dal loro vortice.
Il mare sullo sfondo pennella la tavolozza del mio immaginario. La Storia mi pervade.
Io sono Dioniso, e danzo con le ninfe nell'ombra del Tempo.


Sullo sfondo l'isola di Furni, molto più povera di vegetazione


Spettacolare tramonto a Nas, con un "Begleri" bianco ghiacciato


Una turista posa davanti alla chiesetta di Agios Georgios


Istallazioni creative sorgono su spiagge deserte per riparo dal sole




Marco<
Fanari, Ikaria (Grecia) 14 luglio 2025

 

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