di Agostino Bagnato
Alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, a Leningrado ancora per tre anni, prima di riprendersi il nome di Sankt Peterburg con il quale l'aveva fondata nel 1703 lo zar Pietro il Grande, una giovanissima artista esponeva i suoi dipinti, olio su tela e acquerello, ai piedi della statua di Caterina II, sulla Prospettiva Nevskij.
Olga Polischcuk
Molti artisti formatisi nella gloriosa Accademia di Belle Arti, presentavano creazioni in prevalenza figurative, anche se la Nuova Avanguardia russa cercava una sua strada. Olga era fresca, spontanea, leggera nelle sue opere, in cui la tradizione si sposava con la poesia e la fantasia.
Acquarello invernale
Non l'ho più rivista. Dopo circa trenta anni vedo alcuni acquerelli dedicati all'autunno milanese. Grazie a FB scopro che vive a Milano, continuando l'arrivita' artistica.
Resto stupefatto dalla tecnica impiegata in scene complesse, prevalentemente nature morte in cui il colore crea la forma e la tonalità costruisce l'armonia visiva. Ma quello che stupisce è la freschezza che promana dalle sue creazioni, ancora una volta la leggerezza di quelle foglie caduche, i fiori intrisi di rugiada, i frutti roridi i rametti di piante domestiche e di boschi, fino alla resa del vetro dei vasi. Una gioia per gli occhi e la mente.
Olga Polischcuk merita la massima attenzione del pubblico, dei galleristi e della critica perché onora l'arte contemporanea.
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Tra Pietroburgo e Milano gli acquerelli di Olga Polischcuk
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