Con il suo spiccato interesse e costante amore per la Russia, Pietro Vitelli si è impegnato, nell’ultima (almeno per ora) fatica letteraria e saggistica, Ludmila. La Russia dagli Zar a Putin (Atlantide Editore), a ricostruire la ricca e preziosa documentazione del rapporto che ha avuto, fin dal 1963, con l’Unione Sovietica e con la Russia.                       

Nella stretta relazione con la terra di Tolstoj, Dostoevskij, Gogol e Pasternak, costruita attraverso numerosi e frequenti viaggi, visite e incontri, l’autore di Cori, nel raccontare questa esaltante esperienza di vita, ha avuto modo di conoscere straordinarie personalità del mondo della cultura (pittori, scrittori, poeti, musicisti, filosofi ricercatori, artisti), allacciare amicizie e ammirare le bellezze naturali, i paesaggi incantevoli e le architetture del Paese che lo ha sempre ospitato con calore umano e simpatia. Ludmila è un libro di ricordi di straordinaria misura e intensità, costituito da tre parti: nella prima parte descrive la cronaca del singolare viaggio effettuato dall’autore negli anni Settanta; nella seconda parte è riportata la straordinaria intervista a Ludmila Alekseevna Nikitič, studiosa del pensiero politico e filosofico di Antonio Gramsci, che rievoca i momenti salienti del suo percorso umano e culturale e dei rapporti intessuti con l’Italia durante i corsi universitari presso l’ateneo romano “La Sapienza”; nella terza parte è pubblicato (anche in lingua russa) il prezioso e illuminante saggio della professoressa, docente di filosofia nelle università di Leningrado e di Mosca, Zoia Nikolaevna Melešemko, sul nostro genio rinascimentale, Leonardo da Vinci.

Nell’articolata introduzione del saggio storico, Pietro Vitelli, il giovane dirigente militante del PCI (Partito Comunista Italiano), racconta con ottima prosa e con dovizia di particolari il lungo periodo di soggiorno e di studio trascorso, insieme ad altri sei compagni d’avventura, a Mosca presso l’Istituto di Scienze Sociali governato dal PCUS (Partito Comunista Sovietico), allora al potere. Tutto ciò avveniva grazie all’assoluto impegno volontario dell’autore e alla convinta appartenenza a un partito, a un’idea e a una comune visione del mondo.L’ampia narrazione dell’autore si sofferma, oltre che sull’apprendimento della lingua russa e sulla conoscenza della città di Mosca con i suoi quartieri, parchi, vie, teatri, musei e la metropolitana, anche su considerazioni inerenti l’universo dei giovani di allora, provenienti da diversi Paesi europei ed extraeuropei, da esperienze e culture differenti, curiosi di conoscere e capire il mondo circostante, ricco di popoli, tradizioni e civiltà e desiderosi di misurarsi con le difficili sfide del tempo.Nel suo scritto introduttivo Vitelli mette in risalto, inoltre, la positività dell’esperienza formativa culturale e politica, grazie agli incontri, allo scambio di idee fra i giovani di ogni parte del pianeta, che lo hanno portato ad ampliare gli orizzonti di conoscenza internazionale dei movimenti giovanili (Cile, Brasile, Russia).Da questa arricchente esperienza sono nate interessanti relazioni e amicizie che sono durate nel tempo, tra cui, particolarmente significativa, fu quella sia con Ludmila, una giovane insegnante di filosofia dell’Istituto, allieva e amica di Zoia Melescenko, aperta al dialogo e orgogliosa del suo vivere nell’Unione Sovietica, e sia con Vladimir Alexandrovich Trofimov che offrì, all’autore del libro, l’occasione di far conoscere a San Pietroburgo, Zoia Melescenko, l’accademica filosofa.Questo interessante ed emozionante incontro viene rievocato con tenera dolcezza da parte di Vitelli che ha modo di disquisire con Zoia su importanti personaggi di rilievo come la musicista Lydia Natus, sua sorella e amica intima di Pablo Picasso, (nonché compagna di vita, negli anni Venti, del poeta italiano, e poi sacerdote, Clemente Rebora), Antonio Gramsci e soprattutto sul suo amore per la storia e la cultura italiana. Sempre accompagnato dall’amico professore Trofimov, Vitelli ha occasione di visitare e raccontare l’Armenia, nazione ricca di storia antica e nota per il genocidio del popolo (1915), la cui vicenda suscita ancora oggi sentimenti di fraternità e solidarietà fra tutti gli uomini e i popoli della terra.

Protagonista del libro è certamente Ludmila con la quale Vitelli, durante la sua permanenza nel territorio russo, ha sempre avuto un rapporto di reciproca fiducia e stima e un’affinità di visioni della vita, e manifestato sentimenti di forte simpatia umana e un solido legame di autentica familiarità. Con questa amicizia Pietro ha l’opportunità di conoscere luoghi (teatri) e persone (scienziati, artisti) della società russa, di entrare nella quotidianità dei cittadini sovietici, nell’intimo dello spirito russo e nella cosiddetta “storia minore” di tanti uomini e donne della Russia.Una parte rilevante del libro è l’intervista/racconto di Ludmila Nikitič nella quale è ricostruita dettagliatamente la storia personale e familiare della sua famiglia, che si incrocia con gli avvenimenti più importanti della Storia, con la esse maiuscola, della Russia, (Stalin, Krusciov, Brežnev, Gorbaciov, Eltsin, Putin).Nella fitta conversazione Ludmila, attenta e preparata studiosa della filosofia italiana contemporanea, racconta anche il periodo dei suoi studi universitari di filosofia, l’apprendimento della lingua italiana, l’incontro e l’amicizia con Zoia che ha condizionato molto la sua vita. L’incontro/intervista, oltre ad essere la biografia di una straordinaria donna, è uno spaccato storico delle drammatiche e significative vicende politiche e culturali dall’inizio del Novecento ad oggi, un grande affresco antropologico della Russia dagli Zar a Putin. Conversazione molto importante per serietà, onestà intellettuale e senso critico dimostrato nel rivivere, ricostruire e riflettere sui momenti importanti della Storia del partito comunista, dell’URSS, del comunismo sovietico e della cultura accademica (italiana e russa).L’appendice su Natura, Uomo e Scienza nelle opere di Leonardo da Vinci della studiosa Zoia Melescenko, per la qualità e l’acutezza della rigorosa analisi sul genio artistico e scientifico del Rinascimento italiano, impreziosisce così tanto l’opera di Vitelli da costituirne un valore aggiunto. Il libro, inoltre, è corredato e arricchito da un inserto fotografico con immagini personali ed esclusive che colpiscono per la loro immediatezza ed empatia che suscitano in chi le guarda.

Con il volume, Ludmila. La Russia dagli Zar a Putin, agile e scorrevole dal punto di vista del linguaggio e dei contenuti, Pietro Vitelli lascia ai suoi lettori la curiosità, il rispetto e l’amore per la cultura e la storia di altre nazioni, in particolare del popolo russo, ricco di letteratura, arte e musica. Una testimonianza importante e significativa che potrà essere accolta oggi dalle nuove generazioni per loro formazione culturale ed umana, necessaria per vivere in un mondo multietnico e sempre più globalizzato.  

Antonio Polselli

 

 

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